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George Grosz, Friedrichstrasse, 1918, incisione
George Grosz, Friedrichstrasse, 1918, incisione

Democrazia diretta. Il volto di Medusa della politica moderna


Il convegno, aperto dal Direttore Prof. Beltram e dal Prof. Ciliberto, ha rappresentato l’occasione per misurarsi con una questione, quella della democrazia diretta, che da un lato si inserisce nel dibattito sulla democrazia tout court e dall’altro intercetta quello sulla più immediata attualità politica.
Negli interventi iniziali il tema è stato affrontato rispetto al suo contrappeso, e cioè la crisi della democrazia. Da un punto di vista storicamente e geograficamente più circoscritto, volto all’analisi della situazione italiana in particolare, ci si è soffermati sulla crisi della democrazia come crisi dei partiti, a sua volta radicata nella perdita da parte degli organismi di rappresentanza di un orizzonte culturale e ideologico che ne ha reciso i legami con la storia e con la missione pedagogica consustanziale alla loro attività, delimitando il dibattito politico all’interno di una cornice caratterizzata dalla ‘retorica del vuoto’ (Cuperlo). Per altro verso, si è poi cercato di inquadrare il motivo entro un contesto ampio e di lungo periodo, nei suoi intrecci con la dimensione socio-economica, intellettuale e morale, con l’intento di individuare quei tratti ‘organici’ agli assetti politico-economici che ne determinano la ‘crisi’ (Burgio). Argomenti condivisi dalle due analisi sono stati l’individuazione della categoria del ‘conflitto’, inteso come confronto/scontro tra classi, quale elemento necessario al mantenimento delle democrazie e il riconoscimento dei partiti quale luogo privilegiato dell’analisi e delle soluzioni proposte, nella convinzione che solo al loro interno sia possibile cercare e trovare soluzioni reali e efficaci.
Gli interventi del pomeriggio si sono soffermati invece sulla ‘struttura’ della democrazia diretta e sui suoi meccanismi. A partire dalla constatazione fondamentale di un generale indebolimento  del ruolo di mediazione dei partiti, si è inquadrato il tema muovendo dalla questione della ‘scelta’ diretta quale aspetto cruciale di una democrazia plebiscitaria. Sotto questo profilo, risulta centrale il rapporto tra elettori e leader, a sua volta condizionato da elementi correlati quali il ruolo e l’uso dei mass media, la trasformazione del modello di partito, la presidenzializzazione della politica (Ventura). Infine, sono stati enucleati ed esaminati i motivi su cui si basano le ‘retoriche’ della democrazia diretta; tra i tratti comuni e ricorrenti messi in rilievo, l’idea che la democrazia diretta rappresenti una sorta di ‘inveramento’ della democrazia, e che l’azione nella sfera pubblica risponda ad un’istanza naturale condivisa quasi antropologicamente da tutti (Tuccari).

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