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Benedetto Croce e la sua biblioteca

La pubblicazione digitale dei cataloghi


Alfonso Musci, Per un canone crociano dei libri di ‘Vite’ 
 Le prime origini dell'esperienza intellettuale di Benedetto Croce sono il romanzo storico, la bibliofilia e l'erudizione. A esse si associa una fortissima dedizione ai libri di 'vite' e alle biografie storiche; all'individuale, come avrebbe detto Federico Chabod. Una dedizione che entra in tensione con la teoria dello 'spirito' sopra-individuale generando asimmetrie e "incoerenze" (A. Momigliano). Sin dalle prime opere è possibile infatti rintracciare la presenza del 'biografismo' e del 'romanzesco' come officina e tirocinio della storiografia. Tra i 67.000 volumi della sua biblioteca, le biografie sono oltre un migliaio. Analogamente la sua produzione di biografie romanzate è ingente e si concentra prevalentemente sulle figure di 'esuli', dal Cinquecento all'unità d'Italia. Eretici valdesiani e calvinisti, rivoluzionari delle province napoletane, uomini oscuri del Risorgimento. Alla luce dell'evoluzione e della maturazione della categoria del 'romanzesco' il presente contributo prova a delineare un canone interpretativo del 'biografico' e della sua relazione col problema del 'vitale' e delle 'patologie' della storia.
 
Patrick Karlsen, I totalitarismi del ‘900 nei volumi e negli opuscoli della biblioteca di Benedetto Croce
La relazione cerca di delineare i risultati di una ricerca che ha avuto per obiettivo quello di individuare nella Biblioteca di Benedetto Croce le evidenze di una “biblioteca del totalitarismo”, intendendo con ciò i contributi che a partire grosso modo dagli anni Venti del ‘900 hanno concorso a definire la categoria, sfaccettandola a seconda delle culture politiche degli autori e dei diversi contesti temporali in cui questi ultimi si sono mossi. Dopo aver precisato la definizione del concetto di totalitarismo fatta propria nell’intervento, alla luce del più recente dibattito storiografico, l’attenzione si sposta all’interpretazione che a esso ha dato Croce, soprattutto nell’ultima fase del suo pensiero e della sua attività filosofica e storiografica. Identificato con l’espressione più compiuta della corrente spirituale dell’attivismo nella modernità politica, così com’era stato descritto nelle celebri pagine della Storia d’Europa nel secolo decimonono, il totalitarismo rappresenta agli occhi di Croce una forma di potere diabolica nel verso senso della parola, potenzialmente capace di sovvertire i capisaldi della civiltà europeo-atlantica e di apportare una radicale mutazione antropologica nell’essere umano del Ventesimo secolo. Di questa apocalittica visione, sulla base delle tracce disseminate nei fondi della Biblioteca, il contributo si propone di illustrare una possibile genesi intellettuale. 
 
 
Oreste Trabucco, La biblioteca Croce, officina per la storia dell’età barocca 
La biblioteca di Croce, celeberrima per ricchezza e frequentazioni, fu appieno un grande cantiere dove i libri assommati vennero ad obbedire all'istanza etico-politica di chi li raccolse. Dalle sale della biblioteca di Palazzo Filomarino Croce venne costruendo la propria opera, progettò collezioni avviate e proseguite in sodalizio con studiosi vicini e lontani, tra cui è il durevole monumento degli «Scrittori d'Italia» stampati da Laterza.
La materia barocca raccolta nella biblioteca di Croce e da qui fuoriuscita al lume della sua meditazione in anni drammatici ci pone di fronte al «sommo atleta della cultura» di cui disse Contini; il Croce che frequentò biblioteche e buchinisti secondando la propria «possente e poderosa attività di lavoratore». Il catalogo della sua biblioteca ci induce tanto più a guardare al Croce storico dell'età barocca che si pone di fronte all'idea di «Decadenza», e che tra i propri libri e nel far libri va cercando una risposta alla 'crisi della civiltà'.
 
 
 

Gruppo di ricerca sulle Biblioteche filosofiche private in età moderna e contemporanea



Organizzazione: 

Renzo Ragghianti,

Alessandro Savorelli



Blog: 

blog.filosofia.sns.it



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